Dr. Antonio Allegretta

Ipnosi e caldane: una sintesi basata sulle evidenze scientifiche

Le caldane (hot flashes), note anche come sintomi vasomotori, sono tra i disturbi più comuni e fastidiosi della menopausa. Possono verificarsi più volte al giorno e incidere negativamente sul sonno, sull’umore e sulla qualità della vita. Sebbene la terapia ormonale sostitutiva sia efficace, non è sempre praticabile; di conseguenza, l’interesse scientifico verso trattamenti non farmacologici si è intensificato negli ultimi anni. Tra questi, l’ipnosi è una delle opzioni meglio supportate dalla letteratura.

Meccanismi fisiologici e ruolo dei processi cognitivi

Dal punto di vista neurofisiologico, le caldane sono attribuite a una disfunzione dei meccanismi di termoregolazione ipotalamica, innescata dal calo estrogenico tipico della menopausa (Freedman, 2014). Questa condizione restringe la cosiddetta thermoneutral zone, rendendo l’organismo ipersensibile a minime variazioni di temperatura corporea.

Numerosi studi indicano che fattori cognitivi e attentivi influenzano in modo significativo l’intensità percepita delle caldane. In questo contesto, l’ipnosi – intesa come stato di attenzione focalizzata e aumentata responsività alle suggestioni – può modulare l’attività del sistema nervoso autonomo e i processi interocettivi, producendo effetti fisiologici osservabili (Oakley & Halligan, 2013).

Evidenze cliniche sull’efficacia dell’ipnosi

Le prove più robuste sull’efficacia dell’ipnosi nel trattamento delle caldane provengono da studi clinici randomizzati condotti dal gruppo di Gary Elkins. In uno studio controllato su donne in post-menopausa, un protocollo standardizzato di ipnosi ha determinato una riduzione media di circa il 70% della frequenza delle caldane rispetto ai gruppi di controllo (Elkins et al., 2008).

Risultati coerenti sono stati replicati in campioni di donne con una storia di cancro al seno, per le quali le terapie ormonali sono spesso controindicate. Anche in questo caso, l’ipnosi ha mostrato una riduzione significativa dei sintomi vasomotori, insieme a miglioramenti nel sonno e nel benessere psicologico generale (Elkins et al., 2013).

È importante sottolineare che tali benefici sono stati ottenuti con interventi relativamente brevi (circa cinque sessioni), suggerendo che l’efficacia dell’ipnosi non dipende dalla durata del trattamento, ma dalla sua capacità di agire su specifici meccanismi psicofisiologici.

In sintesi

Alla luce delle evidenze disponibili, l’ipnosi può essere considerata un intervento evidence-based per il trattamento delle caldane. La sua efficacia si fonda su meccanismi ben documentati di modulazione attentiva, cognitiva e autonomica, e non su presupposti teorici non verificabili. Per molte donne, rappresenta un’opzione sicura, non farmacologica e clinicamente rilevante per la gestione dei sintomi vasomotori.

Antonio F. P. Allegretta Ph.D.

Bibliografia

Elkins, G., Fisher, W., Johnson, A., Carpenter, J. S., Keith, T., & Otte, J. L. (2008). Clinical hypnosis in the treatment of postmenopausal hot flashes: A randomized controlled trial. Menopause, 15(6), 1092–1098.
https://doi.org/10.1097/GME.0b013e31826ce3ed

Elkins, G., Marcus, J., Stearns, V., Perfect, M., Rajab, M. H., Ruud, C., & Keith, T. (2013). Randomized trial of a hypnosis intervention for treatment of hot flashes among breast cancer survivors. Journal of Clinical Oncology, 31(3), 367–374.
https://doi.org/10.1200/JCO.2008.16.6389

Freedman, R. R. (2014). Menopausal hot flashes: Mechanisms, endocrinology, treatment. Journal of Steroid Biochemistry and Molecular Biology, 142, 115–120.
https://doi.org/10.1016/j.jsbmb.2013.08.010

Oakley, D. A., & Halligan, P. W. (2013). Hypnotic suggestion: Opportunities for cognitive neuroscience. Nature Reviews Neuroscience, 14(8), 565–576.
https://doi.org/10.1038/nrn3538

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